ASL NAPOLI 1: NESSUN ILLECITO, I PAZIENTI NON ERANO LEGATI AI LETTI MA REGOLARMENTE CONTENUTI
“Alla fine non era sterco ma solo Nutella” quella che una nota testata giornalistica alla esasperata ricerca di uno scoop, per tre giorni ha cercato di vomitare addosso al Primario e a tutto il personale sanitario della Divisione di Neurologia dell'ospedale San Paolo di Napoli. È quanto si deduce dal verbale di chiusura indagini della Commissione Interna di Verifica dell'ASL, fortamente voluta dalla Direzione Strategica presieduta dall'ing. Ciro Verdoliva, dove si legge che i componenti della Commissione ispettiva “dopo un’accurata verifica delle cartelle cliniche ed infermieristiche e avendo acquisito puntuali dichiarazioni del dott. Sinisi in qualità di Direttore f.f. U.O.C. Neurologia del P.O. San Paolo, non hanno ravvisato, sui casi segnalati, comportamenti censurabili. Il contenimento dei due pazienti, infatti, affetti da gravissime patologie cerebrovascolari, assolutamente non collaboranti e con controindicazioni al trattamento con sedativi, è stato effettuato in linea con la procedura prevista dalla Raccomandazione del Ministero della Salute n. 13 del novembre 2011, recepita dall’Azienda con la delibera n. 1130 del 30/5/2018. Unico neo, la mancata annotazione in cartella clinica del contenimento effettuato per uno dei pazienti. I riscontri fotografici effettuati in ambedue i casi, non mostrano infine, alcuna lesione cutanea compatibile con una contenzione prolungata”.
I pazienti non erano allora “legati” ma come avevo (inutilmente) sottolineato fin dalla prima ora, solo idoneamente “contenuti” secondo le normative vigenti.
Il polverone mediatico sollevato, ben lungi allora dal rappresentare una ricerca della verità è stata solo l’ennesima rappresentazione di un protagonismo mediatico proteso solo alla sensazionalità della notizia, distante anni luce da quel giornalismo d’inchiesta che vide in Giancarlo Siani, il suo ultimo rappresentante.
Parafrasando Martin Luther King, “ciò che mi fa più paura non è tanto la violenza dei cattivi ma l’indifferenza dei buoni” che ad eccezione degli ordini professionali, in tale circostanza hanno preferito rimanere in silenzio senza esporsi. Dove erano le altre testate giornalistiche, il mondo delle professioni e quello della cultura? Perché nessuno di loro si è risentito delle infamanti accuse e dal giudizio sommario rivolto ai medici? Se non si comprende allora che “prima di scrivere bisogna conoscere bene ciò che si sta trattando”, a cambiare mestiere non dovremmo essere sicuramente noi medici che abbiamo dimostrato ancora una volta, di avere immolato la nostra vita ad alleviare le sofferenze del nostro prossimo, sempre nel rispetto della loro dignità.
È lecito allora domandarsi se domani giornali e televisioni, titoleranno con la stessa enfasi le proprie scuse… perché a pensarci bene anche questo comportamento rientra di diritto fra violenze esercitate sul personale sanitario e forse anche più delle percosse ricevute dai colleghi di Foggia.
La Divisione di Neurologia tutta, resterà in attesa di doverose pubbliche scuse a parziale ristoro del danno d’immagine patito… ma siate sicuri che non basterà scrivere… che era solo Nutella e non sterco!
Dr. Paolo Santanelli
UGL Medici
P.O. San Paolo - Napoli
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