I MATTARELLA: INTOCCABILI SICILIANI DA PALERMO A ROMA OPPURE SOLO FANDONIE?
Già il padre Bernardo Mattarella nell'immediato secondo dopoguerra era stato più volte era stato sospettato di essere "...tra i referenti nel rapporto tra la DC e la mafia". Di questo nel 1992 venne accusato anche dall'ex ministro Claudio Martelli: "Bernardo Mattarella secondo gli atti della Commissione antimafia e secondo Pio La Torre (1976), fu il leader politico che traghettò la mafia siciliana dal fascismo, dalla monarchia e dal separatismo, verso la DC". Secondo lo storico Giuseppe Casarrubea, Bernardo Mattarella era ritenuto vicino al boss di Alcamo Vincenzo Rimi, considerato in quegli anni al vertice di Cosa nostra. Al processo per la strage di Portella della Ginestra, Bernardo Mattarella fu accusato da Gaspare Pisciotta di essere implicato in quell'eccidio. Accuse queste che si rivelarono tutte infondate a conclusione dei vari processi. Male lingue ovviamente, e soprattutto calunniosi indizi giustificabili in un ambiente siciliano dove troppo spesso si intrecciavano interesssi occulti fra imprenditori, mafia e politica.
Come però se non bastasse ci si misero anche i figli ad offuscare la rettitudine familiare. Il figlio Piersanti presidente della Regione Siciliana, fu difatti assassinato da Cosa Nostra il 6 gennaio 1980 poco dopo averne preso pubblicamente le distanze. E poi fu il turno dell'altro figlio Antonino Mattarella che avrebbe fatto affari con quello che era da molti chiamato “Il cassiere della Banda della Magliana” e per tale motivo addirittura cancellato dall’ordine professionale per i suoi traffici https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/01/nino-mattarella-fratello-presidente-i-prestiti-dallusuraio-enrico-nicoletti/1388349/amp/
Infine fu lo stesso Presidente a rimane imbrigliato nelle maglie delle indagini di tangentopoli, per avere accettato un finanziamento illecito dall'imprenditore Filippo Salomone titolare della Impresem, che qualche anno dopo si sarebbe beccato una condanna per concorso in mafia con l’accusa di essere l’erede di Angelo Siino, il ministro dei lavori pubblici di Totò Riina https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/29/sergio-mattarella-i-buoni-benzina-dallimprenditore-dei-boss-regalo-modesto-valore/1379796/
Tutte menzogne, sospetti ed accuse mai provate quelle addotte alla famiglia Mattarella ma l'esperienza insegna che tante bugie talora, potrebbero anche valere quanto e più di una verità https://fb.watch/aSEpRTR5Dd/
Seppur le colpe dei padri e dei fratelli, non dovrebbero ricadere sui presidenti della Repubblica, ritengo però che prima di parlare di possibili Capi di Stato, sarebbe stato più giusto conoscere a fondo le storie delle famiglie di provenienza. A mio avviso dovrebbe bastare solo il sospetto o anche un malizioso chiacchiericcio, ad invalidare la candidatura di un Presidente della Repubblica perché costui garante della nostra Costituzione e del CSM, deve essere necessariamente al di sopra di ogni sospetto.
Mi piace infatti continuare a pensare che per ricoprire una delle tre cariche più importanti dello Stato, sia assolutamente indispensabile che la storia personale e familiare del candidato, sia trasparente e cristallina, senza alcuna macchia o sbavatura, in grado di adombrare quella rettitudine morale che si addice ad un rappresentante dello Stato quale nel caso specifico, il Presidente della Repubblica italiana.
Con queste premesse trovo allora inaccettabile che la Lega di Salvini possa essersi piegata agli interessi di casta votando questo Presidente, tradendo così tutti i principi etici alla base della propria dottrina politica.
Queste cose lasciamole fare alla sinistra, da sempre abituata a dire tutto ed il contrario di tutto ma noi conservatori sovranisti, ribadiamo fortemente quei principi che hanno fatto grande nel mondo la nostra Costituzione, dando sempre seguito a quelle idee in cui crediamo perché qualora, pur credendo in qualcosa facessimo il contrario, allora staremo agendo nei nostri interessi e non in quelli della nazione e dei cittadini.
Paolo Santanelli
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