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FESTIVAL DI SANREMO O FESTIVAL DELL'UNITÀ (seconda puntata)?

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Come si fa a pensare che il festival di Sanremo non sia politicizzato se in un momento internazionale così difficile, gli organizzatori decidono di dare spazio ai pensieri di Zelensky che con la musica ha la stessa attinenza di quella che potrebbe avere una forchetta col brodo? Purtroppo, è già da qualche anno che la massima vetrina nazional popolare di Sanremo, viene strumentalizzata dalla sinistra italiana per amplificare il proprio mainstream ideologico. Nel 2019 difatti, quando neanche a farlo apposta Salvini era al governo in qualità di Ministro dell’Interno, il "leitmotiv" fu l’immigrazione clandestina con i monologhi di Baglioni e di Richard Gere , ospite speciale utile alla causa. Alla fine guarda caso, quasi a dare ragione alle parole della Boldrini quando parlava di "risorse", a vincere fu proprio un concorrente italiano ma di seconda generazione per padre egiziano... e va bene, sarà stato un caso. L’anno successivo vince invece Diodato che...

ASPETTANDO IL 25 SETTEMBRE...

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Non potevano mancare alla kermesse del Gran Premio di Monza i due prezzolati venditori di fumo, icone incontrastate della nostra decadente società consumistica protesa sempre più a magnificare "il cosa hai e non il chi sei". Sfruttando tutta la loro infinita influenza mediatica ma soprattutto grazie allo sponsor del Partito Democratico cucito in petto, hanno provato anche a scendere in politica ed è stata solo fortuna se non ne abbiamo trovato uno di loro candidato alle prossime elezioni politiche. Dopo essersi battuti a favore dell'aborto indiscriminato ed a favore del Ddl Zan sull'omotransfobia, c'è mancato poco a trovarseli in qualche talk show a tenere testa sulla SARS Cov2 o sull'effetto benefico dei vaccini. Sinceramente spero che dopo il voto del 25 settembre queste persone vengano ridimensionate e confinate solo nei consessi di loro pertinenza perché a dire il vero, sono profondamente annoiato di vedere continuamente annoverati tra i VIP persone che ...