FESTA RIMANDATA... BRAVI LORO O FESSI NOI?
La sconfitta della Lazio a Milano contro l'Inter sembrava quasi un segno del destino ma come troppo spesso sta accadendo, dopo Cremonese e Milan, non ci facciamo trovare pronti al grande appuntamento con la storia. Al triplice fischio dell'arbitro ad eslodere, questa volta non sarebbe stato il Vesuvio… ma il Maradona ed una città intera pronta già da mesi ad una grande festa attesa da ben 33 anni.
Eppure è bastato un solo attimo di distrazione, di deconcentrazione, di superficiale sicurezza e supponenza, per rimandare ad Udine la gioia della festa che ben inteso, non potrà mai essere quella che ci sarebbe stata ieri pomeriggio di domenica, in una città preparata ad hoc per incesellare nella memoria di tutti ma soprattutto dei bambini, un ricordo indelebile. Sarebbe stata una festa all'insegna della civiltà e del divertimento, grazie allo sforzo e all'impegno economico della macchina organizzativa che a tutela della popolazione, aveva realizzato 90 varchi cittadini presidiati da più di 2500 uomini delle forze dell'ordine, per evitare l'accesso a macchine e motociclette e consentire così a tutti di festeggiare a piedi in totale sicurezza. Ci si aspettava un milione di persone per strada ed allora grazie alla collaborazione dell'ASL Napoli 1, erano stati istituiti numerosi «help point» di primo soccorso in varie piazze con 40 ambulanze per trasporti d'emergenza e tutti i Pronto Soccorso cittadini erano stati potenziati di personale medico e infermieristico.
Sarebbe stata una festa bellissima, indimenticabile, con un’organizzazione perfetta ed invece per quella distrazione all’84’ ora dobbiamo beccarci anche lo sfottò di salernitani, juventini, milanisti, bergamaschi e di tutti coloro che al nord volevano addirittura proibire i festeggiamenti ai napoletani.
La vittoria sul prato del Maradona ieri era un imperativo che mai e poi mai sarebbe dovuta mancare perchè il non vincere ha rappresentato uno sgarbo alla devozione di un popolo che merita rispetto e che questa domenica pareggiando, non gli è stato dato.
Giovedì sera la festa per lo scudetto non avrà lo stesso sapore poiché saranno le 23 di un comune giorno lavorativo. Non ci saranno bambini per strada a festeggiare con i loro genitori e mentre il popolo operoso che alle 7 del mattino andrà al lavoro, sarà costretto a festeggiare dal balcone di casa, per strada ci saranno solo i peggiori, coloro che non perdono mai occasione per creare caos e disordini.
Non permettere ieri sera ai tifosi di festeggiare in circostanze irripetibili, pareggiando contro una squadra distanziata di ben 45 punti in campionato, mi fa sorgere l'interrogativo se siano stati loro ad essere bravi oppure noi ad essere fessi.
Paolo Santanelli

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