MA ORA SI PENSI ANCHE ALL’OSPEDALE “SAN PAOLO”!
Più sicuri o meno esposti? Thats is the question!
La risposta a questo interrogativo dipenderà solo dalle sinergie che i drappelli di Polizia ospedalieri saranno in grado di mettere in campo con la Questura e i Carabinieri, garantendo in caso di necessità, un intervento rapido e proporzionato al reale rischio.
Ma ora non ci si dimentichi però, del Pronto Soccorso dell’ospedale “San Paolo”, avamposto di frontiera, in balia da sempre dei clan di fuorigrotta.
Anche qui medici e infermieri sono di continuo esposti alle intolleranze di una platea che se da un lato è stanca di ritardi ed attese, a causa dell'assenza sempre crescente di una medicina territoriale di base in grado di arginare il ricorso ai Pronto Soccorso cittadini (che si ritrovano così ingolfati di prestazioni "simil-ambulatoriali"), dall'altro non perde occasione di esercitare diritti impropri, ricorrendo a minacce e ad atti di violenza fisica sugli operatori, facendo leva da farabutti, sul sentimento della paura.
Non è concebile infine che i drappelli di Polizia ospedalieri divengano operativi solo in alcuni Presidi Ospedalieri e non in tutti e nello stesso momento, soprattutto quando grazie alla riforma regionale ne sono rimasti veramente pochi in città.
Così facendo si correrà il rischio di creare ospedali di serie A e di serie B, il che suona a disdoro di una sanità pubblica egualitaria.
Paolo Santanelli
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