NAPOLI: PRESIDI DI POLIZIA NEI PRONTO SOCCORSO MA NON AL SAN PAOLO: PERCHÈ?
A breve in molti ospedali delle principali città italiane, verranno nuovamente istituiti i drappelli di polizia e ciò grazie ad un articolato piano di sicurezza portato avanti dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, a causa dell'impressionante crescendo di atti di violenza sul personale sanitario.
La presenza di un militare all’interno dei principali poli ospedalieri dovrà allora fungere da deterrente di modo tale che in tempo utile possano essere lanciati allarmi immediati con richiesta di rinforzi, in tutti quei casi in cui elementi predittivi, suggeriscono situazioni ad elevato rischio di disordini ed aggressioni.
Ma se è vero allora, che anche un semplice drappello di Polizia potrà essere utile a tutelare l'incolumità del personale sanitario intento nel proprio lavoro, è anche lecito domandarsi perché a Napoli questi presidi siano stati previsti solo al Cardarelli, all’Ospedale del Mare e al Pellegrini e non anche all’Ospedale San Paolo, nosocomio di frontiera, già tante volte teatro di minacce e di violenti atti vandalici da parte di delinquenti abituali del vicino Rione Traiano.
Prendere la pistola e minacciare il personale sanitario intento nel proprio lavoro o anche distruggere un pronto soccorso maltrattando medici e infermieri, sembra stia diventando in certi ambienti, un modello di comportamento abituale utile ad esprimere dolore e rabbia, che contrariamente a qualsiasi erroneo presupposto, ben lungi dal migliorare attenzioni e cure ai pazienti, getta tutti nel panico e nel terrore, con inevitabile interruzione o cattivo funzionamento dei servizi di assistenza.
La verità è che siamo a cospetto della solita follia violenta, emblema inconfondibile del livello di degrado civile e culturale, nel quale oggi gli operatori sanitari sono costretti ad operare.
Ben venga allora il piano di sicurezza sanitaria predisposto dal ministro Piantedosi, a patto però che questo coinvolga tutti di modo tale che non vengano a crearsi operatori sanitari di serie A e di serie B, senza tuttavia dimenticare che oltre al personale dell'Ospedale San Paolo, resta senza alcuna possibilità di protezione anche il personale del 118 che probabilmente è quello più esposto, alla furia violenta di delinquenti abituali, operando al di fuori dei presidi di emergenza, al domicilio dei pazienti.
Paolo Santanelli
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