UN GENITORE NON PUÒ NON SAPERE COSA FACCIA IL FIGLIO MINORENNE A NOTTE FONDA FUORI CASA

Togliere qualsiasi sussidio o aiuto economico, percepito dai genitori di minori colpevoli di reati importanti, mi sembra un’iniziativa saggia, di buon senso, tra l’altra da me già dettagliatamente illustrata in un intervento su facebook di qualche anno fa, in cui immaginavo di contrastare il fenomeno delle baby gang, anche attraverso un capovolgimento del concetto di anemesi storica nel quale fossero però i genitori a pagare per gli errori dei figli.
Non è infatti immaginabile nemmeno lontanamente, che un genitore non si accorga che un figlio minorenne di soli 14 anni, rientri a casa a notte fonda e che nel contempo, non si chieda cosa faccia alla sua età in giro per la città oppure dove abbia trovato i soldi per acquistare un cellulare di ultima generazione.
La risposta è una sola ed ossia connivenza, perché se è vero che i figli sono “piezz’e core”, in alcuni ambienti sociali napoletani è anche vero che servono “pe magnà”.
Ottima proposta allora quella della Lega che auspico possa essere portata avanti senza alcun compromesso ed in collaborazione con quella struttura del nostro ordinamento giuridico che si occupa dei minori abbandonati, maltrattati e non curati.
Il sottrarli poi alle famiglie d'origine qualora incapaci di garantire cure e sviluppo psico-fisico idoneo, non dovrà essere inteso come un disposto punitivo ma bensì riabilitativo, se integrato in un ampio percorso di recupero gestito da personale specializzato e ciò affinchè a tutti i bambini possa essere garantita un'infanzia pedagogicamente corretta, nel pieno rispetto dei diritti e delle necessità di tutti.

Paolo Santanelli

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