L'ATLANTISMO DEL GOVERNO MELONI E LE MIDTERM ELECTIONS AMERICANE: COSA ASPETTARSI?
E se la linea morbida atlantista, tracciata dalla Meloni fosse stata solo un atteggiamento opportunistico per non allarmare i poteri forti in vista delle elezioni?
Certo è che le linee programmatiche tracciate nel suo discorso di insediamento con le quali per esempio, si cancellerebbero immediatamente senza se e senza ma, le follie sanitarie di questi ultimi due anni sul Covid e sui vaccini, con lo stop a nuove inoculazioni e con il reintegro immediato dei personale sanitario no-vax sospeso, al di là di possibili atteggiamenti pragmatici, lasciano a mio avviso, intravedere un governo forte, deciso e come da lei più volte affermato, non facilmente condizionabile.
Tutto ciò potrebbe allora lasciare ben sperare anche in una possibile rimodulazione delle posizioni di questo governo sulla guerra in Ucraina, su Zelensky, sulle sanzioni alla Russia e sull’obbedienza incondizionata ad America e NATO, forse chissà, già a partire dall'8 settembre con una eventuale bocciature di Biden alle elezioni americane di metà mandato.
Quello della Meloni nei confronti degli USA potrebbe allora essere stato solo un atteggiamento prudenziale pre-elettorale e ciò ci potrebbe anche stare se si considera la fine che hanno fatto tutti coloro che in passato hanno osato mettersi contro gli americani (Mattei, Moro, Craxi e Maradona). Oggi però la guerra e la conseguente crisi energetica da essa scaturita, suggeriscono senza ombra di dubbio, quanto sia importante uscire dal cono d'ombra e spezzare quel cordone ombelicale che ci ha visto da sempre, assecondare al di là di qualsiasi ragione, il volere del Presidente americano di turno.
La caduta del muro di Berlino, la dissoluzione dell'URSS e la successiva cancellazione del Patto di Varsavia, hanno
portato alla fine della guerra fredda e con essa, di tutti quei rischi che
furono il motivo costituente del patto di difesa atlantica con gli americani.
L'inutilità allora per l'Italia nel
perseverare in una sudditanza che oggi non ha più alcun motivo d'essere, rende
semplicemente ridicola se non comica, la nostra costante genuflessione nei
confronti di una nazione che con la scusa della “liberazione”, non fece altro che occuparci per poter posizionare indisturbata le sue basi militari a controllo del mediterraneo, trattandoci poi da sudditi e non da alleati.
È lecito allora domandarsi se questa sudditanza ultra-settantennale ci abbia veramente apportato vantaggi oppure come invece dimostrerebbe la storia, solo sangue e frustrazioni inflitte dai vincitori ai vinti.
Perché non proviamo a ricordare la tragedia della funivia del Cermis con le
sue 20 vittime e di tutta la rabbia e l'umiliazione patita nell’osservare inermi,
i piloti dell'aviazione americana farla franca nonostante il capitano
Ashby avesse ammesso di avere distrutto tutte le prove della loro
colpevolezza?
Perché non proviamo a ricordare quanto successe nel mare di Ustica quella sera del 27 giugno 1980 e tutte le menzogne che ci furono propinate sulle cause e sulla data della caduta del MiG-23 dell'aeronautica militare libica a Castelsilano, quando invece esistevano prove inconfutabili che lo correlavano alla tragedia del Dc9 nel mare di Ustica con i suoi 81 morti? È mai possibile che abbiamo dimenticato del missile mancante ad uno dei caccia statunitensi atterrati a Grosseto poco dopo l'inabissamento del Dc9, oppure le strane morti accidentali che coinvolsero tutti e 13 i testimoni citati nel processo? È vero o no che con la strage delle Frecce Rosse di Ramstein, si misero definitivamente a tacere gli unici due piloti italiani che quella notte erano in volo sul mare di Ustica e che avrebbero potuto chiarire se il Dc9 fosse stato colpito per errore, da un missile americano lanciato per abbattere l’aereo libico su cui si credeva viaggiasse Gheddafi?
Da italiano non nascondo di essere deluso e profondamente offeso da 40 anni di menzogne. Quali potrebbero essere allora i miei auspici se non quelli che il governo Meloni metta fine a questo mistero, facendo luce su quanto veramente accaduto quella notte del 27 giugno 1980 nel cielo di Ustica affinchè ciò non resti in eterno un segreto di Stato i cui atti secretati, potrebbero nasconde un'atroce verità sulle responsabilità americane?
Non so se lo farà o meglio se le sarà concesso di farlo ma lasciatemi almento il beneficio del dubbio.
Paolo Santanelli
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