GOVERNO MELONI: IL MIO PUNTO DI VISTA SULLA NOMINA DEL NUOVO MINISTRO DELLA SALUTE
Dopo 77 anni
torna in Italia un governo di centro-destra e le persone prendendo confidenza
con il carattere forte e deciso di Giorgia Meloni, iniziano a sperare
che qualcosa possa realmente cambiare.
Una svolta epocale se si considera che per di più, a capitanarlo è per la prima
volta nella storia della nostra nazione, una donna.
Dopo la legge sullo stalking, ecco che allora, un’altra donna di destra
dimostra come la “parità di genere” non sia assolutamente una
prerogativa della sinistra italiana che invece, se ne è da sempre arrogata la
paternità ai soli fini propagandistici, senza tuttavia mai fare nulla di
concreto.
Giorgia Meloni, dopo aver messo a tacere addirittura Berlusconi nei suoi tentativi di minare il Governo con richieste di incarichi a figure frivole e non consoni al rigore della sua strategia politica, ecco che nel minor tempo possibile, ha sfornato anche una lista di Ministri di tutto rispetto fra politici e figure tecniche di comprovato valore scientifico. La ciliegina sulla torta è stata poi, la nomina di Gennaro Sangiuliano, ex militante del Fronte della Gioventù, a Ministro della Cultura, che ha sfatato anche l’ennesimo falso mito di una cultura appannaggio della sola sinistra.
L’unica nomina che non ha trovato la mia piena condivisione è stata invece quella del Rettore
dell'Università di Tor Vergata, Prof. Orazio Schillaci, a Ministro
della Salute e ben inteso non per precarietà del suo profilo
professionale quanto per inappropriatezza rispetto al ruolo da ricoprire, non potendo definirsi a mio avviso, un vero e proprio "uomo di campo".
Nel chiedere ovviamente scusa a
tutti per essermi presuntuosamente arrogato un diritto di critica pur non avendo nessun ruolo in
merito se non quello di essere un medico da sempre militante di destra, non ho nessuna remora però nell'affermare che come Ministro
della Salute, non avrei preferito la figura di un sanitario e per di più
universitario. Ciò per il non trascurabile rischio che proprio in funzione del suo
specifico ruolo istituzionale, potrebbe alla lunga risultare avulso dal grande
capitolo della politica sanitaria ospedaliera e territoriale, poiché
professionalmente impegnato nella didattica, nella ricerca e nel management di
una sola struttura universitaria, che di fatto è a tutti gli effetti solo un’isola felice all’interno
del grande capitolo della sanità, fatta nel suo complesso di cavilli giuridici e di tante carenze
che rendono sempre più corta la copertura della finanziaria.
Con profondo rammarico ho dovuto invece assistere all’esclusione proprio
all’ultimo momento, di una figura tecnica, a mio avviso la più idonea fra tutti
i candidati in “pole position”.
Francesco Rocca, avvocato già impegnato nella lotta contro la mafia, era molto probabilmente fra tutti i nomi della rosa, il più indicato a ricoprire l’incarico di Ministro della Salute poiché grande esperto di politica sanitaria che in un passato recente, lo aveva già condotto a ricoprire incarichi manageriali prestigiosi nell’ambito della sanità, quali quello di Direttore Generale dell’Azienda Opedaliera Sant’Andrea di Roma e di Commissario Straordinario dell’ASL Napoli 2 ed attualmente quello di Presidente della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana.
Rappresentando allora egregiamente
sia a livello nazionale che internazionale, quella che senza ombra di dubbio è
la più grande organizzazione umanitaria al mondo, penso che Francesco Rocca
sarebbe stato un ottimo Ministro della Salute poiché in grado di
coniugare la multidisciplinarietà delle sue competenze oltre che nei domini
tecnici della politica sanitaria anche a vantaggio di chi ogni giorno necessita di una sanità efficiente, vivendo condizioni di
vulnerabilità.
Al Prof. Orazio Schillaci avrei riservato invece la importante
nomina a Sottosegretario, non dimenticando però, che molte delle decisioni sbagliate che furono prese dal governo Draghi sul COVID, passarono anche grazie al suo giudizio, in qualità di membro della Commissione per l'emergenza.
Paolo Santanelli
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