MERITOCRAZIA E COMPETENZA: DUE PAROLE TROPPO SPESSO DIMENTICATE DALLA POLITICA

La presentazione delle liste è ormai alle porte e la scelta su chi votare mai come in questo momento, sarà particolarmente articolata ed ardua.

I nominativi gira e volta, saranno sempre gli stessi, talora con casacche diverse ma saranno sempre quelli. Nei maggioritari troveremo i deputati uscenti e qualche riempi lista kamikaze con propensione ad immolarsi per la causa mentre nel listino proporzionale ai primi posti, vi saranno i soliti raccomandati e qualche new entry favorita dall’aver lasciato uno spontaneo ma copioso contributo in euro sul tavolo della segreteria del proprio partito, al quale da quando mondo è mondo, non si è mai detto di no. Le ultime posizioni saranno infine concesse come contentino di presenza, a quella fetta di militanti e professionisti, nella certezza che però, non saranno mai eletti, di modo tale da ripetere l’antico rito dell’agnello sacrificale a cui viene immolata sistematicamente la tanto invocata “società civile”.

Con queste premesse potrò allora contrariamente alle aspettative, dirvi con sicurezza solo chi... “io non voterò”!

Non voterò allora tutti quei partiti che presenteranno personaggi ritenuti co-responsabili dell’attuale sfascio politico ed etico, oppure coloro che hanno trascorso la passata legislatura a scaldare la sedia o a collezionare assenze. Non voterò chi ha difeso la politica di Draghi a vantaggio del mondialismo economico bancario e delle grandi multinazionali; non voterò chi con la scusa dell’emergenza covid, ha contribuito a limitare le libertà individuali, facendo leva vergognosamente sul sentimento di paura e di morte della povera gente; non voterò chi ha bombardato la popolazione con continui messaggi terroristici additando come antagonista chi non era disposto ad allinearsi al pensiero dominante; non voterò chi ha brigato con Big Pharma obbligando finanche i bambini a sottoporsi alla somministrazione di un siero ad mRNA, spacciandolo per vaccino; non voterò chi a spada tratta ha difeso questa Europa che ci sta affamando e chi per interessi di casta si è schierato a favore dell’Atlantismo e della NATO; non voterò chi ha penalizzato il territorio non mettendo in pole position nelle liste, i suoi rappresentanti e chi con il termine “meritocrazia” ha saputo solo riempirsi la bocca riducendo la politica ad uno squallido mercemonio tipico più del mercato delle vacche che di una competizione elettorale.

Alla fine dei conti, barrerò allora quel simbolo che resta… ma sempre a patto che ne resti uno.

Paolo Santanelli

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