LA RESA DEI CONTI DI MATTEO SAVINI: UN SOGNO CHE DIVENTA... INCUBO!

Forse è veramente giunto il momento che Matteo Salvini faccia ammenda e chieda scusa ai suoi elettori per averli lungamente illusi con un sogno che si sta lentamente trasformando in un incubo.

Se è vero che i fatti hanno inequivocabilmente dimostrato che quest’uomo possiede doti non comuni di persuasione, empatia e carisma, essendo riuscito a raccogliere consensi percentualmente non indifferenti, addirittura in quel sud da lui più volte dileggiato con gli ormai noti refrain razzisti, è altrettanto vero che dal Papeete in poi, ha collezionato solo una serie di errori ed insuccessi che gli hanno fatto rapidamente dissipare il bottino elettorale accumulato fino a quel momento.

Che la responsabilità di ciò sia da imputare come dicono alcuni, a lotte intestine, mi sembra una soluzione riduttiva poiché un uomo che porta un partito dal 4% al 31%, è una risorsa per tutti, amici e meno amici. Sono invece, più propenso ad immaginare l’esistenza di alchimie internazionali che ne abbiano frenato l’azione, ponendolo sotto ricatto e costringendolo a scelte contro la sua volontà.

A ragionarci bene, esiste difatti uno spartiacque, un displuvium temporale fra il prima e il dopo, rappresentato da quel famoso 18 ottobre 2018 quando all'hotel Metropol di Mosca, Gianluca Savoini, amico e collaboratore di Matteo Salvini, incontrò personaggi italiani e russi, per discutere dei finanziamenti alla Lega… da allora nulla è mai più stato come prima!

Dopo un anno di bugie, retromarce, omissioni e risposte mai date, Matteo Salvini senza fornire alcuna giustificazione, lascia incomprensibilmente il Governo quasi come se fosse stato obbligato a farlo, per ragioni a noi ancora ignote. Da allora in poi, solo il susseguirsi di scelte sbagliate, culminate con la nomina calata dall’alto, dei Commissari Regionali al Sud, operazione questa estremamente mortificante per la dirigenza locale, rappresentata per lo più da Parlamentari della Repubblica ai quali era stato dato il compito di costruire il consenso.

È solo a questo punto che al lento sgretolarsi di un seguito elettorale dalle percentuali bulgare, ha fatto seguito il fuoco amico, culminato con la figuraccia in Ucraina.

Il fatto poi, che proprio in questi giorni, sia stato convocato per il 20 settembre 2022 il Consiglio Federale della Lega Nord affinché possa deliberare proprio sul tanto atteso congresso federale, non può voler dire che la resa dei conti è ormai vicina, avendo questo congresso a mio avviso, il solo scopo di scongelare il vecchio partito di Bossi per dare il ben servito a Salvini il quale avrà come ultima chance, quella di separarsi e formare con i suoi fedelissimi, l’ennesima lista nell’alveo del centro-destra.
Con l’attuale legge elettorale e per non scomparire del tutto, dovrà però necessariamente apparentarsi; ma con chi dal momento che in questi anni è arrivato ai ferri corti sia con la Meloni che con Paragone, i quali entrambi, gli stanno rosicando consensi giorno dopo giorno?

Se si considera allora che il difficile non è raggiungere il potere quanto mantenerlo nel tempo, sembrerebbe che la battaglia a distanza fra i due ex vice-premier sia stata ampiamente vinta da Gigino Di Maio riecheggiando nelle fila di Matteo Salvini già da ora, il “si salvi chi può”.

Gli errori così come i nodi, vengono sempre al pettine ed i suoi sono stati quelli di affidarsi a persone sbagliate che si sono rivelate incapaci di scegliere al sud la giusta classe dirigente.

Paolo Santanelli



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