IL COMUNE PENSA AI "PANNI STESI" AL POSTO PER ESEMPIO, DI REGOLAMENTARE IL TRANSITO DELLE BICICLETTE IN CITTÀ

Come se non bastasse, dopo solo qualche giorno dall’avere assistito alla scena di una ciclista con a bordo un bambino seduto sul sellino posteriore che affrontava in controsenso la curva che collega via dei Mille con via Filangieri, entrambi senza caschetto protettivo e col fondo stradale reso scivoloso da una fitta pioggerellina, qualche tempo fa sono stato testimone di un ulteriore raccapricciante episodio che oramai con una certa regolarità si ripete quotidianamente nel quartiere Chiaia.

Nel premettere di non avere nulla contro le biciclette essendo per estrazione culturale ed imprinting cromosomico, a favore di qualsiasi forma di mobilità sostenibile, devo convenire che quando si supera il limite, non si può più restare in silenzio!

Ebbene erano circa le 10 del mattino quando un ciclista con quella superbia nella postura propria solo a chi arrogantemente ritiene di essere nel giusto, imboccava contro-senso via dei Mille, nonostante davanti a lui vi fosse un’auto della Polizia Municipale con al fianco due unità a piedi. Contrariamente a qualsiasi aspettativa, costoro però non si curavano minimamente di bloccare il ciclista nella sua infrazione che così continuava tronfio, la sua corsa in controsenso, zigzagando fra le auto provenienti in senso opposto di marcia, costrette ad evitarlo.

Questa scena emblema di un’aberrante, superficiale ed incurante maniera di pensare di una gran fetta di napoletani, è figlia purtroppo dell’inerzia di un’amministrazione comunale astenica ed incapace, ad impartire ai propri organismi deputati al controllo, direttive giuste anche se impopolari, poiché da sempre protesa solo alla difesa del proprio consenso elettorale.

Per chi vive a piedi la città, la situazione è a dir poco imbarazzante poiché con la scusa della green economy, oltre le biciclette normali, oggi ci si mettono anche quelle a pedalata assistita, monopattini, overboard e monicicli, a sfrecciare minacciosi in controsenso o sui marciapiedi, indifferenti per pedoni, bambini, anziani e diversamente abili, costretti a loro volta e contrariamente a qualsiasi logica, a scansarsi per non incorrere in catastrofiche conseguenze.

Questi nuovi mezzi di locomozione moltiplicatisi a dismisura nel tempo, andrebbero allora regolamentati affinchè da risorsa non diventino un problema e ciò si potrebbe facilmente semplicemente fare, applicando il codice della strada che già prevede ripercussioni sanzionatorie per quei conducenti indisciplinati che non rispettano le norme del nuovo codice della strada (Decreto Legislativo 30 aprile 1992 n. 285 art. 182 - coordinato con le disposizioni della legge 29 luglio 2010, n. 120 - Disposizioni in materia di sicurezza stradale, in vigore dal 13 agosto 2010).

Senza voler allora togliere nulla a nessuno, ben venga la mobilità sostenibile, il risparmio energetico e la riduzione dell’inquinamento atmosferico ma... non a discapito dell’incolumità di altre persone perché io come tanti altri, rivendichiamo il diritto di camminare liberamente su di un marciapiede senza doverci continuamente guardare le spalle dal sopraggiungere minaccioso di silenziosi mezzi elettrici, a velocità talora anche sostenuta.

Prima allora di pensare a regolamentare i “panni stesi sulla strada”, il mio auspicio è che questa amministrazione comunale si dedicasse a cose più importanti a beneficio della vivibilità e della sicurezza di tutti i cittadini napoletani, creando così una discontinuità con l’amministrazione precedente altrimenti dopo le decisioni prese sul "lungomare pedonalizzato", sarà oltremodo lampante che ci stanno propinando la solita criptodemocrazia trita e ritrita, di sempre.

Concludo ricordando semplicemente che “la propria libertà finisce laddove inizia quella degli altri".

Paolo Santanelli

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