VIA SUBITO LE ACCISE INATTUALI DAI CARBURANTI
L'aumento del costo della benzina in tempi così brevi è una truffa speculativa da parte dei distributori italiani i quali detengono ancora grosse scorte acquistate a prezzo ante guerra.
E' opportuno che il Governo immediatamente controlli che non ricorrano gli estremi del reato di aggiotaggio e nel contempo con quello strumento tanto caro a Draghi elimini a colpi di DPCM, dai costi del carburante tutte quelle accise inattuali che rappresentano un vero e proprio furto ai danni degli italiani non avendo più alcun riferimento con le motivazioni originali che sono alla base dell'imposta e che la compongono.
E' opportuno che il Governo immediatamente controlli che non ricorrano gli estremi del reato di aggiotaggio e nel contempo con quello strumento tanto caro a Draghi elimini a colpi di DPCM, dai costi del carburante tutte quelle accise inattuali che rappresentano un vero e proprio furto ai danni degli italiani non avendo più alcun riferimento con le motivazioni originali che sono alla base dell'imposta e che la compongono.
Queste accise attualmente gravano sul prezzo alla pompa in misura di 0,72 € al litro che supera 1 euro (1,049) con l'aggiunta dell'IVA. Basterebbe allora toglierne un 50% per calmierizzare immediatamente gli aumenti del carburante.
Ecco le 18 accise che attualmente gravano sul carburante, ditemi voi se sono giuste e se non sono dei furfanti coloro che non le tolgono pur di avere un gettito immediato, sicuro e costante per le casse erariali.
1) finanziamento della crisi di Suez (1956) – 0,00723 euro;
2) ricostruzione post disastro del Vajont (1963) – 0,00516 euro;
3) ricostruzione post alluvione di Firenze (1966) – 0,00516 euro;
4) ricostruzione post terremoto del Belice (1968) – 0,00516 euro;
5) ricostruzione post terremoto del Friuli (1976) – 0,00511 euro;
6) ricostruzione post terremoto dell’Irpinia (1980) – 0,0387 euro;
7) finanziamento missione ONU in Libano (1982 - 1983) – 0,106 euro;
8) finanziamento missione ONU in Bosnia (1996) – 0,0114 euro;
9) rinnovo contratto autoferrotranvieri (2004) - 0,020 euro;
10) acquisto autobus ecologici (2005) – 0,005 euro;
11) ricostruzione post terremoto de L’Aquila (2009) – 0,0051 euro;
12) finanziamento alla cultura (2011) – 0,0071;
13) finanziamento crisi migratoria libica (2011) - 0,040 euro;
14) ricostruzione per alluvione che ha colpito Toscana e Liguria (2011) – 0,0089 euro;
15) finanziamento decreto “Salva Italia” (2011) – 0,082 euro;
16) finanziamento per ricostruzione post terremoto dell’Emilia (2012) – 0,024 euro;
17) finanziamento del “Bonus gestori” (2014) – 0,005 euro;
18) finanziamento del “Decreto fare” (2014) – 0,0024
(guerra in Abissinia, terremoti del Belice e dell'Irpina, Case popolari.
Paolo Santanelli
Per protestare contro in rincaro della benzina sta per fermarsi tutta la filiera dei trasporti. Le aziende sono costrette ad aumentare la vendita al pubblico per fare fronte all'aumento dei costi di produzione. Tutto ciò si riperquoterà come una mannaia sulla nostra economia e togliere buona parte delle accise sulla benzina, nella peggiore delle ipotesi, farebbe scendere il costo di 50 centesimi a litro e ciò rappresenterebbe una indubbia spinta alla nostra economia. Dubito che lo faranno poiché Draghi è a capo del nostro Governo non per salvarci ma per distruggerci e renderci succubi del mondialismo bancario.
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