SIAMO IN GUERRA MA NESSUNO LO VUOLE AMMETTERE

Alla fine dei conti anche se nessuno vuole apertamente ammetterlo, l'Italia seppur indirettamente, è entrata in guerra contro la Russia.
Non è un caso difatti, se il nostro Governo ha deciso di prelevare  450 milioni di euro dai fondi europei riservati agli aiuti umanitari, per destinarli all’acquisto di armi da guerra come missili e mitragliatori, da fornire ai militari ed ai civili ucraini, operando così una deliberata distrazione di risorse di bilancio dalla loro destinazione originaria, in assenza di qualsivoglia base giuridica che la legittimi.
Non è solo l'Italia però ad essere coinvolta in questo conflitto che sembra si stia culturalmente espandendo a tutta l'Europa con il blocco dell’intero sistema di import-export fra Europa e Russia, con la chiusura di porti e spazi aerei e con lo stop a tutti gli investimenti e ad ogni tipo di cooperazione, arrivando a censurate lezioni universitarie su Dostojeski, a vietare la partecipazione alle Olimpiadi degli atleti russi oppure addirittura, dei gatti di stessa nazionalità, alle esposizioni internazionali.
Siamo alla follia totale e l’Italia al posto di prendere le distanze da tutto ciò, così come vorrebbe la nostra Costituzione, ci si butta a capofitto acquistando armi ed inviandole nelle zone di guerra senza nemmeno interrogare il Parlamento. Decisioni queste che per contenuto e modalità, risultano enormemente allarmanti in un paese dove la recente politica sul covid e sul green pass, facendo vacillare più volte la democrazia, ha insegnato a chi governa che si può comunque agire a colpi di DPCM per fregarsene di qualsiasi confronto istituzione. Basterà allora solo dichiarare uno “stato d’emergenza” per giustificare strumentalmente
decisioni restrittive delle libertà e della democrazia, sia sotto il profilo sociale che economico e non è un caso se oggi ci ritroviamo due di stati di emergenza... contemporaneamente.
Inutile dire che dalle fonti e dai media della Comunità Europea non si intravede alcuno spiraglio di volontà alla risoluzione democratica e pacifica del conflitto Russia-Ucraina anzi, sembrerebbe che si stia alzando il livello dello scontro, cercando di espandere il conflitto contro la Russia a tutti i paesi europei, fomentando l’odio cieco nei confronti di Putin e della popolazione russa e bielorussa, nessuno escluso e senza risparmiare nemmeno... i gatti.

Paolo Santanelli


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