SILENZIO VERGOGNOSO SULLE VIOLENZE ISLAMICHE IN PIAZZA DUOMO A MILANO
Per una palpata di culo ad una giornalista televisiva è successo l’impossibile e tutta l’intellighenzia di sinistra scandalizzata, ha messo a ferro e fuoco salotti televisivi e social. Associazioni, opinionisti, femministe, conduttrici televisive, soubrette, politici e chi più ne ha più ne metta, all'unisono hanno protestato forse in maniera eccessiva per un atto che per quanto deprecabile, a mio avviso non avrebbe mai dovuto avere quella risonanza mediatica perché viste le circostanza, non era espressione di una vera e propria molestia sessuale quanto di quell’arretratezza culturale che porta alcune persone ad utilizzare il tifo calcistico non come momento di partecipazione sportiva ma come modalità per dare libero sfogo a rabbia e frustazioni. Neanche si fosse trattato di un pericoloso delinquente, si è allora subito messo mano, a spese dei contribuenti, a filmati e ad azioni di intelligence, per identificare e fermare il responsabile, sottoponendolo poi per giorni e giorni, ad una gogna mediatica senza precedenti.
Sia ben chiaro che nelle mie parole non c'è alcuna intenzione di giustificare l'autore della "pacca sul sedere" ma quel tipo di comportamento doveva a mio avviso, restare limitato quanto meno all'ambito sportivo senza farne forzatamente, un reato di costume sessista da dare in pasto all'opinione pubblica.
Con queste premesse vorrei invece centrare l’attenzione sulla proporzionalità della reazione che non ha avuto per esempio, alcun riscontro nei fatti ben più gravi, accaduti pochi giorni dopo in piazza Duomo a Milano la notte di Capodanno.
Non un sussulto di sdegno, non una condanna, non una parola di conforto per quelle ragazze che hanno avuto la sola colpa di credersi al sicuro a Milano in pieno centro. Che vergogna, ci sono voluti 7 giorni per ascoltare una parola di condanna da parte del sindaco Sala ed il tutto solo perché il parlare avrebbe svergognato il mainstream di sinistra, quel pensiero unico imperante che vede nell’italiano il cattivo e nello straniero immigrato… una "risorsa" per il nostro paese. E si, perché il branco a piazza Duomo era costituito da adolescenti ed adulti islamici, figli di immigrati non integrati che continuano ad imporre la loro cultura e le loro usanze, indifferenti alle regole della nazione che li ospita. Il fatto che poi fossero italiani ma di seconda generazione, non cambia la morale della storia anzi rafforza il concetto per il quale la maggior parte delle etnie presenti nel nostro paese, non hanno alcuna volontà di integrarsi sia sotto il profilo della nostra cultura che nel rispetto della legge.
Altro che palpata di glutei, quello era un branco che ha agito militarmente secondo una tecnica ben conosciuta e collaudata, già usata in altre città europee come a Colonia qualche anno fa. Si trattava difatti della Taharrush Jama'i (assalti e aggressioni sessuali) attraverso le quali il maschio islamico rinnova la sudditanza della donna, spogliandola, palpandola e penetrandola con oggetti, fino talora a giungere ad una vera e propria violenza sessuale.
La paura di una certa sinistra integralista di radicalizzare lo scontro, le differenze e le divisioni, attraverso la criminalizzazione di questi episodi mi sembra una lettura pericolosa e destabilizzante, da censurare senza alcuna titubanza. Occorre allora che lo Stato ogni giorno, ribadisca fortemente le proprie regole e al di là di qualsiasi attrenuante sociologica, segni una linea di confine oltre la quale non si può andare e se talora per ribadire questi concetti si è costretti a ricorrere alla forza allora dovremo farcene una ragione perché talora un seppur minimo atto di forza, vale molto più di tanti dialoghi. Sovvengono a tal proposito, detti e frasi del tipo "mazza e panella, fanno i figli belli" oppure "Colpiscine uno per educarne 100", espressione quest'ultima che da Tito Livio nel 471 a. c. è stata ripresa nel tempo da Lenin (1905), dalle Brigate Rosse (1972) e da Renato Brunetta (2008) ma assolutamente mai da Benito Mussolini... giusto per chiarezza di narrazione!

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